Pubblicato il giorno 8-nov-2019

Apparecchi acustici Milano - Audio Logic

Per aiutare a sentire bene è necessario che l’apparecchio lavori e funzioni NON come l’orecchio (che sente) MA come il cervello (a cui spetta il compito di capire). Il nostro cervello analizza i suoni suddividendoli in brevissimi intervalli temporali (una o due lettere pronunciate) e raffronta questi spezzoni con la propria memoria: riesce così a distinguere che un determinato insieme di frequenze e intensità corrisponde ad una ben precisa sillaba. In questo modo il cervello riconosce quella che potremmo chiamare la forma d’onda di una vocale o di una sillaba (l’impronta sonora delle vocali è riportata in figura). Gli apparecchi acustici più avanzati seguono questa stessa modalità operativa: avendo in memoria la forma d’onda (l’impronta sonora) delle lettere, le riconoscono, sanno come devono essere aumentate le intensità di quelle frequenze in cui la perdita uditiva è più accentuata e inviano all’orecchio un messaggio il cui contenuto di lettere e sillabe verrà facilmente riconosciuto dalla corteccia cerebrale: rispettano “l’impronta sonora” di vocali e sillabe rendendola identificabile dal cervello. Così l’orecchio sente e il cervello capisce.
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